
L’incontro pubblico organizzato da AVS Ecolò alle Oblate ha riaperto il confronto sul passante dell’Alta Velocità. Tra l’analisi dei collegamenti urbani, il potenziamento dei treni regionali e le proposte di rigenerazione urbana.
Il passante ferroviario dell’Alta Velocità e la futura stazione Belfiore rappresentano la trasformazione urbanistica e infrastrutturale più rilevante per Firenze degli ultimi decenni. Un’opera di questa portata modificherà profondamente non solo la mobilità della nostra area metropolitana, ma anche l’assetto sociale ed economico di ampi quadranti urbani. Eppure, nonostante l’impatto diretto sulla vita quotidiana di migliaia di cittadine e cittadini, l’opera non ha ancora registrato un vero dibattito pubblico né un livello di attenzione sufficiente per la sua reale importanza.
Proprio per favorire un percorso di trasparenza e condivisione, come Ecolò abbiamo promosso alla Biblioteca delle Oblate l’incontro pubblico “Firenze e il nodo AV: quale città intorno alla nuova stazione Belfiore”. L’obiettivo è stato chiaro fin da subito: stimolare una discussione informata, mettendo a confronto gli approfondimenti del mondo accademico e degli ordini professionali con la visione degli amministratori locali e della società civile.
🎥 Guarda l’intervento: Giovanni Graziani
Ad aprire il confronto è stata la Sindaca Sara Funaro, che ha ricordato come, sebbene l’infrastruttura ferroviaria sia ormai tracciata, sulle scelte urbanistiche di superficie ci sia ancora lo spazio per decidere e confrontarsi. Funaro ha rilanciato la necessità di un percorso partecipativo per disegnare questo pezzo di città, che dovrà ospitare servizi fondamentali come case della salute e della comunità, oltre a una mobilità integrata con la dimensione metropolitana e regionale, pensata per ridisegnare il trasporto di superficie a favore dei pendolari.
🎥 Guarda l’intervento: ▶️ Sara Funaro

L’inserimento della nuova Stazione AV in città [elaborazione Ecoló]
Il collegamento tra le stazioni e il potenziamento del trasporto regionale
La prima parte dell’incontro ha permesso di analizzare la complessità tecnica dell’opera grazie ai contributi degli ordini professionali. Stefano Corsi (Coordinatore Commissione Ambiente ed Energia dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze) ha inquadrato il nodo AV evidenziando i benefici sui tempi di percorrenza nazionali e sulla liberazione di spazio per i treni regionali. Corsi ha tuttavia sollevato il nodo cruciale del collegamento Belfiore-Santa Maria Novella (960 metri tra la Foster e la testa dei binari a SMN, con il binario 17-18 e la passerella per scendere su piazzale Montelungo a metà strada, circa 500 metri): il rischio è che la nuova stazione rimanga un polo isolato anziché un hub unico e integrato. Esprimendo forti perplessità sull’ipotesi di un People Mover – per ragioni di costi, tempi di attesa e per l’uscita dal sistema ferroviario –, ha invitato quindi a valutare soluzioni alternative, compreso un percorso pedonale dedicato.
🎥 Guarda l’intervento ▶️ Stefano Corsi
Sul fronte delle soluzioni logistiche è intervenuto Fiorenzo Martini (Coordinatore Commissione Trasporti e Infrastrutture dell’Ordine degli Ingegneri), argomentando l’approfondimento svolto sulla fattibilità di tapis-roulant, per la sua semplicità costruttiva e per la capacità di servire più efficacemente la città (ad esempio connettendo anche il parcheggio della Fortezza). Martini si è espresso contro l’ipotesi di una navetta a pagamento, sostenendo che il titolo di viaggio dovrebbe essere unico e compreso. Ha inoltre fornito i dati chiave dell’operazione: a fronte dei 269 treni AV attesi al giorno, il completamento del passante permetterà di far salire i treni regionali e metropolitani dagli attuali 414 a ben 616 al giorno, segnando una svolta per i pendolari.
🎥 Guarda l’intervento ▶️ Fiorenzo Martini

La posizione delle frese alla data dell’8 luglio 2026 – fonte: https://www.passantefirenze.it/
Rigenerazione urbana: per una stazione aperta al quartiere
Il dibattito si è poi spostato sulla scala urbanistica con i contributi del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze (UNIFI). Il professor Francesco Alberti ha illustrato le opportunità di rigenerazione sostenibile per le aree attraversate dalla ferrovia, compresa Campo di Marte, attualmente occupata dai cantieri. Alberti ha mappato 4 aree chiave intorno a Belfiore pronte per essere restituite alla città con attività di quartiere e residenziali: l’ex mercato del bestiame (3 ettari), gli ex macelli (quasi 2 ettari), l’ex Squadra Rialzo (2,3 ettari) e l’area del Romito. Ha inoltre lanciato la proposta della “Green Line”: trasformare il corridoio tecnico che va da Rifredi a Belfiore in un percorso pedonale alberato sul modello dell’High Line, richiedendo un piano particolareggiato di iniziativa pubblica per tutta la zona.
🎥 Guarda l’intervento ▶️ Francesco Alberti
La professoressa Camilla Perrone ha richiamato la necessità di un’urbanistica inclusiva, capace di mettere in primo piano il rapporto tra infrastruttura e territorio. Il rischio maggiore per Belfiore – ha spiegato – è che diventi un’enclave, un nodo destinato ai soli flussi della lunga percorrenza chiuso al dialogo con il contesto locale. Al contrario, deve trasformarsi in uno spazio permeabile capace di operare su tre scale: europea (il corridoio scandinavo-mediterraneo), regionale (i pendolari) e di prossimità (il quartiere). Anche Perrone ha espresso contrarietà alla soluzione del People Mover, ricordando che i nodi infrastrutturali di successo sono quelli che si integrano armoniosamente con i luoghi in cui sorgono, sostenendo che il People Mover per sua natura marcherebbe ulteriormente una barriera tra importanti aree della città.
🎥 Guarda l’intervento ▶️ Camilla Perrone

Foto dal cantiere ad aprile 2025
Il confronto con l’amministrazione: definire le opere di superficie
🎥 Guarda il confronto ▶️ Tavola rotonda
La seconda parte della giornata ha visto un dialogo volto a capire come tradurre queste indicazioni tecniche in scelte amministrative. L’Assessore alla Mobilità del Comune di Firenze, Andrea Giorgio, ha riconosciuto la necessità di accelerare il dibattito: se la fine dei lavori della stazione è vicina, mancano ancora le definizioni sui collegamenti, sugli accessi stradali (come il nodo di viale Redi) e sulla destinazione delle aree circostanti. Giorgio ha spiegato che il Comune ha riaperto un tavolo di confronto con RFI e Regione, orientandosi su una navetta a guida autonoma che non occupi i binari di Santa Maria Novella e chiedendo l’integrazione della Green Line pedonale nella progettazione. Ha inoltre escluso l’uso della tramvia come navetta (essendo la linea già prossima alla saturazione) e ha proposto un collegamento stradale lungo la ferrovia fino a via Panciatichi, auspicando un percorso partecipativo continuo con professionisti e cittadini.
Al tavolo si sono confrontati anche la Consigliera metropolitana Alessandra Innocenti, che ha allargato lo sguardo alla dimensione extraurbana ricordando l’impatto del trasporto pubblico locale e della viabilità sulla Piana e sul Chianti, e Filippo Ferraro (Presidente del Quartiere 5), che ha ricordato le funzioni pubbliche già presenti nell’area di viale Corsica da integrare nel tessuto futuro, e accennato a un possibile accesso stradale anche dal sottopasso di Viale Strozzi.
Il confronto politico ha permesso di avviare un dibattito e allargare il confronto sulle soluzioni proposte e il percorso in atto. Da sottolineare la perplessità del professor Alberti sulla possibile nuova strada in direzione Belfiore, alla quale si è dichiarato contrario, sottolineando come in realtà la stessa Santa Maria Novella non abbia strade a scorrimento in entrata e uscita, perché l’obiettivo deve essere andare a prendere il treno con i mezzi pubblici, non con l’auto. La stessa potrebbe essere un’opera impattante, rumorosa e in competizione di spazio con la Green Line, accentuando al contrario la spaccatura che divide i quartieri di Rifredi, Novoli, S.Jacopino e centro storico, con rischio di creare zone di degrado intorno alla stazione.

L’home page del sito https://www.passantefirenze.it/
Le priorità di Ecolò per un’opera integrata con il territorio
Per noi di Ecolò, questo incontro non rappresenta un punto di arrivo, ma l’avvio di un percorso di partecipazione e cittadinanza attiva. La sfida della stazione Belfiore si vince se la trasformazione viene governata da una chiara visione urbanistica ed ecologista, capace di trasformare un nodo di scambio in un pezzo di città accogliente, verde e interconnesso con la mobilità dolce.
L’incontro ha mostrato quanto sia importante sul tema favorire un confronto tra politica, Università e tecnici, mantenendo un dialogo trasparente e attento ai bisogni della cittadinanza.
Sul tema del collegamento tra le due stazioni è necessario constatare che non esiste ancora un documento che raffronti tra loro le possibili soluzioni tecniche alternative, ma l’incontro ha chiaramente indicato che il People Mover rischia di non rispondere ad esigenze trasportistiche né ai bisogni della città, per cui Università e tecnici hanno chiaramente auspicato un ripensamento a favore di soluzioni più semplici ed economiche come il tapis roulant o un servizio navetta su sede ferroviaria integrato e complementare ad un più complessivo rafforzamento del trasporto ferroviario metropolitano.
Siamo inoltre convinti che una questione fondamentale, al di là della soluzione tecnica scelta per il collegamento tra le due stazioni, sia il costo per gli utenti: il collegamento deve essere gratuito o, al massimo, pari al costo di un biglietto di TPL urbano e anche in tal caso essere compreso nel titolo di viaggio ferroviario regionale o AV. Questo è un elemento imprescindibile per l’accessibilità e per il successo stesso dell’infrastruttura. Pensiamo che questa condizione sia impossibile da garantire con gli ingenti costi di realizzazione ed esercizio di un People Mover, questione su cui i promotori della soluzione, a partire dal Presidente della Regione Eugenio Giani, non hanno ancora fornito spiegazioni.
Sarà inoltre imprescindibile realizzare e far entrare in servizio la fermata ferroviaria Circondaria contestualmente al completamento della stazione AV sottostante, con la conseguente fermata di tutti i treni regionali in arrivo da Rifredi, sia verso Santa Maria Novella che verso Campo di Marte e viceversa (con banchine quindi su almeno 4 binari). Solo in questo modo la nuova infrastruttura potrà diventare la stazione AV di tutta la Toscana Centrale, evitando che una parte di passeggeri in arrivo a Belfiore siano costretti ad andare a Santa Maria Novella per prendere un nuovo treno regionale o, peggio ancora, che una parte dei treni AV continui ad arrivare a Santa Maria Novella con una dannosa duplicazione dei servizi che indebolirebbe la nuova stazione AV.
Inoltre, prevedere la fermata di tutti i regionali a Circondaria consentirebbe di per sé anche di collegare molto rapidamente Belfiore e Santa Maria Novella, con un treno ogni 10-15 minuti, frequenza simile a quella prevista per il People Mover, da poter eventualmente incrementare ulteriormente con nuove corse locali Guidoni-SMN, come collegamento di quartiere a vantaggio anche di un decongestionamento della linea 2 della tramvia.
Con questa configurazione avrebbe molto più senso affiancare un percorso pedonale con anche dei tapis roulant, che consentano di collegare anche il parcheggio Fortezza, piazzale Montelungo e i binari 17-18 nelle due direzioni.
Questa soluzione può essere pronta con investimenti più leggeri e tempi molto più rapidi rispetto al People Mover, permettendo anche di valutare nuove soluzioni in futuro a seguito di alcuni anni di monitoraggio dei flussi dei viaggiatori.
La realizzazione di una nuova strada e di un People Mover rischia, inoltre, di saturare lo spazio prossimo ai binari, spazio che potrebbe essere utilizzato per ricucire il rapporto tra centro città e area Rifredi-Novoli, privilegiando collegamenti pedonali e ciclabili alberati, dedicati e sicuri, in grado di avvicinare zone limitrofe della città come via Circondaria e Novoli con il centro e con l’area di Rifredi-Careggi, con un maggiore equilibrio nello spazio pubblico. Un accesso carrabile scorrevole alla nuova stazione AV rimane importante, anche per il servizio Taxi ma strade come viale Redi e via Circondaria, prossime alla stazione, sono ampie e pensiamo si possano valutare modifiche alla circolazione, prima di pensare a nuove strade.
Nonostante non possa rappresentare il nodo di collegamento tra la stazione Belfiore e Santa Maria Novella per via del già alto carico attuale, la tranvia rappresenta una grande infrastruttura e deve, di conseguenza, dialogare con il sistema ferroviario. Una buona parte dei viaggiatori utilizzerà il treno per raggiungere la stazione da varie parti di Firenze e dei Comuni metropolitani (magari con un servizio di treni metropolitani) ma per zone come piazza della Libertà, i viali di Circonvallazione, Bagno a Ripoli, Scandicci o Careggi la tramvia sarà essenziale e, in futuro, potrebbe essere ampliata con specifiche bretelle di collegamento diretto alla Foster con le altre linee del tram. Ci sembra, in particolare, che non sia stato affrontato il collegamento con la linea 1 della tranvia, la cui fermata Leopolda è a solo 500 metri dalla nuova stazione, troppo per considerarla una via preferenziale a piedi e con bagagli, ma sicuramente da considerare per un eventuale sottopasso dedicato in uscita dalla nuova stazione AV agevolando chi arriverà a Firenze diretto ad esempio verso Careggi.
In conclusione, le questioni aperte soprattutto dal punto di vista urbanistico e della mobilità collegate alla realizzazione della nuova stazione Belfiore sono ancora tante ed è importante che vengano portate alla luce del dibattito cittadino. Per quanto riguarda quella che forse è l’unica questione dibattuta fino a questo momento, il people mover è una risposta apparentemente semplice a un problema complesso, ma può essere soprattutto, citando la professoressa Perrone, l’ennesima occasione mancata da questa città. Serve un approccio che affronti in maniera organica tutte le complesse sfaccettature di questo grandioso progetto.
Le presentazioni e gli interventi:
Data di pubblicazione: 17 Luglio 2026
Autore: Redazione