In tanti si chiedono come sia possibile votare e se si rischi l’annullamento del voto facendo voto disgiunto. Ecco una breve guida.
Come si vota per il/la sindaco/a e per il consiglio comunale?
Il 24 e 25 Maggio 2026 si vota in molti comuni Italiani (20 capoluoghi fra i quali Arezzo e Pistoia, e Sesto Fiorentino) per scegliere il sindaco. Il voto nei comuni con oltre 15 mila abitanti prevede un doppio turno, che ne caso nessuno superi il 50% dei voti, si terrà il 7 e 8 Giugno.
Si vota per il sindaco utilizzando la scheda blu tracciando una X sul nome del candidato sindaco.
Non è necessario votare una lista perché il voto sia valido.
Se si intende anche votare per il consiglio comunale lo si può fare tracciando una X sul simbolo della lista scelta e inserendo il nome, o due nomi di genere diverso, nel caso si voglia esprimere una o due preferenze.
Se si vogliono dare due preferenze (uomo e donna), devono essere all’interno della stessa lista. Non è possibile, quindi, dare il voto ad una donna candidata in una certa lista e ad un uomo in un’altra lista, anche se sono nella stessa coalizione.
Per i comuni sopra 15 mila abitanti come Sesto Fiorentino è possibile anche fare “voto disgiunto” cioè votare una lista che sostiene un candidato diverso da quello che si è indicato.
Per esempio, si può mettere una X sul nome di un candidato sindaco e una X (scrivendo o meno eventuali nomi di candidati consiglieri) su una lista che sostiene un altro candidato. Sia il voto al candidato sindaco che alla lista sono validi.
Come è stabilito il risultato delle elezioni?
Se un candidato sindaco ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validi è subito proclamato eletto. In caso contrario i due candidati che hanno ottenuto più voti passano al turno di ballottaggio che si terrà la seconda domenica successiva. In questo caso le liste appartenenti a candidati che non sono andati al secondo turno possono accordarsi con uno dei candidati ancora in corsa, sostenendolo ufficialmente per il secondo turno.
Al secondo turno gli elettori sono tenuti a scegliere solo per il candidato sindaco che preferiscono, e non per le liste che lo sostengono.
Come si assegnano i posti in consiglio comunale?
Se un candidato sindaco viene eletto al primo turno, le liste che lo sostengono ricevono il 60% dei seggi in consiglio (premio di maggioranza). Questo a patto che non ne abbiano ottenuti di più attraverso la ripartizione proporzionale oppure se hanno ottenuto meno del 40% dei voti
L’assegnazione dei posti di consigliere si effettua separatamente per le liste che hanno sostenuto il candidato risultato vincitore (a cui sono assegnati almeno il 60% dei seggi tramite il premio di maggioranza) e tutte le altre liste o gruppi di liste collegati a candidati perdenti è attribuito il residuo 40% dei seggi, purché queste liste o coalizioni abbiano superato lo sbarramento del 3% (nel caso di coalizione di liste almeno una delle liste deve superare questo sbarramento affinché si possa assegnare uno o più seggi alla liste in coalizione, ma in questo caso una lista che non raggiunge il 3% parteciperà alla ripartizione al pari delle altre). Nel caso in cui il candidato sindaco abbia ottenuto oltre il 60% delle preferenze i consiglieri saranno ripartiti fra maggioranza e opposizione proporzionalmente ai voti espressi.
L’assegnazione dei posti da consigliere comunale alle liste segue un criterio proporzionale basato sul sistema del quoziente. Immaginate che ci siano da assegnare 6 seggi in consiglio alla coalizione che ha sostenuto il candidato eletto sindaco, la coalizione è fatta da 3 liste che hanno ricevuto 120 preferenze una, 50 la seconda e 40 la terza. Per assegnare i seggi si costruisce una tabella dividendo il totale dei voti per numeri crescenti come quella sotto:

A questo punto si assegnano i 6 seggi scegliendo le 6 caselle con il valore maggiore, quelle verdi qua sotto:

Quindi sono eletti i primi tre con più preferenze della lista A, e il più votato della lista B e della lista C.
Fra le liste o coalizioni di liste che hanno sostenuto candidati diversi e hanno superato la soglia del 3% si ripartiscono i posti in consiglio nello stesso modo. Il primo eletto è il candidato sindaco risultato non eletto, seguono i candidati consiglieri in ordine di preferenze raccolte.
Che cos’è un sindaco “anatra zoppa“?
Esiste un caso particolare di ripartizione dei seggi differente da quella riportata qua sopra. Nel caso in cui al primo turno un gruppo di liste collegate ottenga almeno il 50%+1 dei voti, mentre la maggioranza dei voti per il sindaco vada ad un candidato sostenuto da un altro gruppo di liste. In questo caso non scatta il premio di maggioranza a favore delle liste che sostengono il candidato sindaco eletto. Si tratta dunque di situazioni nelle quali pur avendo una coalizione di liste superato la maggioranza assoluta, il sindaco che hanno sostenuto perde le elezioni perchè al primo turno non raggiunge la maggioranza e al secondo soccombe. Si tratta di fatto di casi rarissimi, tutti avvenuti nel mezzogiorno, con il caso eclatante di Battipaglia dove il caso si è ripetuto due volte.