La Carta dei Diritti degli Alberi è un documento elaborato da Lorenzo Tinacci, che raccoglie dieci principi fondamentali per la tutela e la valorizzazione degli alberi negli spazi urbani e privati.
Il documento nasce dalla consapevolezza che gli alberi non sono semplici elementi decorativi del paesaggio, ma esseri viventi che svolgono un ruolo ecologico insostituibile: combattono le isole di calore, garantiscono ombra e frescura, e contribuiscono alla salute degli ecosistemi urbani.
I dieci principi spaziano dalla protezione degli alberi esistenti, vietando abbattimenti immotivati e pratiche dannose come la capitozzatura, alla pianificazione di quelli futuri, con l’obbligo di scegliere specie resistenti al clima urbano e di garantirne l’attecchimento nei primi anni di vita. Si prevede anche che la sostituzione di un grande albero non possa avvenire in modo semplicistico con un rapporto uno a uno, ma debba tener conto della chioma perduta, indicando la necessità di piantare più alberi giovani se necessario per compensare la perdita di benefici ecosistemici di una pianta adulta.
La Carta chiede inoltre incentivi fiscali per privati e imprese che piantano e curano alberature, la creazione di nuovi boschi di prossimità e il divieto di cementificazione attorno alle radici degli alberi.
In sintesi, si tratta di un manifesto civico e professionale che mette al centro la prospettiva dell’albero come soggetto da tutelare, proponendo regole concrete e verificabili per chi amministra, progetta e interviene sul verde urbano.