Approfondimento scritto da Ecolò in collaborazione con Anima Marradi
LA STORIA IN BREVE:
La ferrovia Faentina iniziò a essere immaginata già a metà ‘800 per valicare la catena appenninica, presentando vantaggi tecnici rispetto alla Porrettana, ma rimase un’opzione secondaria per i costi elevati e il doppio valico: avrebbe dovuto prima raggiungere il Mugello e poi sotto-attraversare il valico appenninico.
Si iniziò a discutere dei possibili tracciati di una seconda linea transappenninica poco dopo l’apertura della Porrettana nel 1863, che si rivelò presto insufficiente. Con il trasferimento della capitale del Regno d’Italia prima a Firenze e poi a Roma, le alternative per il tracciato dal Mugello a Firenze erano un percorso diretto verso Roma, passando da Pontassieve, oppure un tracciato più impegnativo ma vantaggioso per Firenze, passando da Vaglia. Quando i lavori erano già iniziati, si prese la decisione definitiva: la ferrovia avrebbe seguito il percorso diretto verso Firenze. Entrò così in esercizio nel 1893 un collegamento fra l’Italia Centrale e Settentrionale, che si affiancava alla linea Porrettana e garantiva tempi di percorrenza notevolmente contenuti fra la Romagna e il capoluogo toscano. La Faentina rimase l’unico collegamento moderno fino agli anni Trenta, quando entrò in funzione la Direttissima Bologna-Firenze.
Nel 1913 si agganciò alla Faentina la ferrovia della Valdisieve, che permise una connessione al Mugello verso Firenze anche via Pontassieve. Tragitto più lungo ma che permetteva di collegare l’intero fondovalle mugellano.
La distruzione portata dalla seconda guerra mondiale coinvolse fortemente la linea, tanto che quando venne rimessa in funzione negli anni 50, il tratto da San Piero a Firenze non fu ripristinato. Il raccordo con le linee esistenti era quindi a Pontassieve, nella sola direzione Firenze, e a Borgo San Lorenzo, sempre nella stessa direzione. In pratica si costruì un”anello ferroviario” nel Mugello, utile per il traffico locale, ma con i treni merci e a lunga percorrenza che dovevano effettuare necessariamente un doppio regresso. Inoltre i tempi di percorrenza per l’Emilia Romagna erano così lunghi che era più conveniente il passaggio da Bologna.
All’inizio degli anni ‘90 gli enti locali pretesero da TAV S.p.A. il completamento del ripristino della linea a compensazione della realizzazione della linea AV Bologna-Firenze. La Faentina è stata quindi riaperta nel 1999, ma nonostante le promesse l’elettrificazione della linea non è stata realizzata.

Due Minuetto di Trenitalia in scambio alla stazione Fiesole-Caldine. Fonte: Ecolò.
Gli accordi nazionali sull’Alta Velocità del 1995 prevedevano infatti lo stanziamento di risorse statali per l’elettrificazione della linea Firenze-Borgo San Lorenzo-Pontassieve, ma nel tempo le risorse sono state stanziate solo per il potenziamento infrastrutturale e tecnologico (ad esempio la soppressione di passaggi a livello) o per l’acquisto di nuovi rotabili. La linea oggi è perciò utilizzata esclusivamente da mezzi a motore termico.
Dal 2008 non è più necessario il cambio di treno a Borgo San Lorenzo e quasi tutti i treni arrivano direttamente nella Stazione di Santa Maria Novella a Firenze (anche se solitamente servendosi dei binari 17 e 18, i più disagevoli da raggiungere). Infine, da maggio 2023 la linea è oggetto di sospensioni e rallentamenti a causa delle frane provocate da eventi meteorologici estremi nell’Alto Mugello e in Emilia-Romagna, compromettendone l’efficacia come servizio di trasporto pubblico.

Figura 1: Rete ferroviaria metropolitana di Firenze, Fonte: www.cittametropolitana.fi.it
L’UTENZA COINVOLTA:
Mugello e Valdisieve sono attraversati da due linee ferroviarie: la Faentina, che collega Firenze e Faenza passando per Marradi e Borgo San Lorenzo, e la Valdisieve, che collega Borgo San Lorenzo a Pontassieve. Sono ferrovie molto utilizzate quotidianamente da tanti lavoratori o studenti pendolari, sia residenti in Mugello o Valdisieve che si dirigono a Firenze per lavorare o studiare, sia viceversa, soprattutto per lavoro. Sono anche linee con un notevole utilizzo turistico, in particolare la Faentina, che rappresenta una delle linee italiane più suggestive per i suoi panorami, così come evidenziato dal comitato “Gli amici della Faentina – il treno di Dante”, costituito da enti locali, associazioni e privati, che ha purtroppo recentemente annunciato la inevitabile sospensione delle attività, viste le ripetute e durature interruzioni della linea a seguito delle frane del 2023-2025.
Per quantificare l’utenza che utilizza queste tratte, possiamo prendere come riferimento Borgo San Lorenzo, la cui stazione ferroviaria vede un traffico giornaliero che sfiora le 5.000 unità.

Figura 2: Stima dei viaggiatori, Fonte RFI: https://www.rfi.it/it/stazioni/pagine-stazioni/numero-dei-viaggiatori-dati-di-frequentazione.html
QUALI SONO I PROBLEMI:
Il servizio su queste linee presenta da anni molti problemi. Sono linee antiquate, non elettrificate, a binario unico, con la presenza di passaggi a livello, il che comporta una frequenza di treni bassa con diversi buchi di programmazione, e lunghi tempi di percorrenza, che aumentano ulteriormente nelle fasce della giornata in cui aumenta la frequenza dei treni. Prendendo come riferimento la stazione di Borgo San Lorenzo e considerando separatamente i treni diretti a Firenze via Vaglia e quelli via Pontassieve, la frequenza media è di circa un treno all’ora. Per i treni diretti verso Marradi la frequenza è ancora più bassa, con meno di un treno ogni due ore.
Citiamo per questo Il MANIFESTO PER LA FAENTINA del 2 febbraio 2025.
Oltre alla mancata elettrificazione, le due linee non sono mai state integrate tra loro: mentre metà dei treni della Faentina effettuano tutta la tratta fino a Faenza, l’altra metà si ferma a Borgo San Lorenzo e chi volesse andare nelle vicine Vicchio e Dicomano dovrebbe aspettare la partenza del treno Borgo San Lorenzo-Pontassieve. Per di più, vista la distanza importante coperta dalla linea, i costi dei biglietti e anche degli abbonamenti sono elevati, soprattutto se si ha anche necessità di prendere un mezzo pubblico a Firenze: sono prezzi che non tengono conto del fatto che il Mugello e la Valdisieve sono parte della città metropolitana di Firenze, e fanno riferimento al capoluogo per molti servizi essenziali. A questo si aggiunge che la biglietteria è solo nella stazione di Pontassieve, ma alcuni servizi non sono possibili online.
A questi problemi storici, si sono recentemente aggiunte le frane, che hanno colpito e interrotto in più punti la linea Faentina: in particolare il tratto tra San Piero a Sieve e Borgo San Lorenzo, ripristinato dopo circa due mesi di interruzione, viene ancora percorso a velocità ridotta, il che aumenta ancora i tempi di percorrenza di 6 minuti, e rende necessario attestare due treni al giorno a San Piero a Sieve, senza poter raggiungere Borgo San Lorenzo. L’infrastruttura fra Crespino del Lamone e Marradi invece prevede la riapertura nel primo trimestre 2026 e vengono segnalati innumerevoli problemi nella gestione dei bus sostitutivi, che spesso non ci sono o non aspettano l’arrivo del treno, tanto che in Comune di Marradi si è visto costretto a intervenire inserendo sua sponte corriere aggiuntive. Infine, la tratta Marradi-Faenza è ancora interessata dalle frane del maggio 2023, ripristinate solo nel territorio adiacente la ferrovia e quindi di sua proprietà: il risultato è che dopo due anni e mezzo i treni continuano a viaggiare a rilento tra Fognano e San Cassiano, quando non vengono proprio soppressi a causa dell’allerta SANF, un sistema di allarme fondato su calcoli algoritmici basati sulle previsioni del tempo, che ha come assurda conseguenza che spesso il treno viaggia quando piove ma è soppresso quando c’è il sole. In questi casi sono previste corse sostitutive di autobus fermi in pronta partenza a Marradi (e a Brisighella / Faenza), che però purtroppo spesso sono in numero non sufficiente e lasciano a piedi decine di studenti e lavoratori pendolari, i quali devono aspettare che venga attivato un altro mezzo, arrivando in ritardo al lavoro / a scuola / a casa con una frequenza esasperante.

Il post su Instagram con cui nel 2023 è stata annunciata la sospensione dell’attività de Il Treno di Dante.
Nell’estate 2025, così come nell’anno precedente, la ferrovia è stata chiusa per lavori programmati, per installare il nuovo sistema di segnalazione ERMTS, che dovrebbe, una volta attivato, ridurre la distanza minima tra i treni, consentendone una maggior frequenza e minori tempi di attesa in stazione per il passaggio dei treni incrocianti. I disagi per questi lavori sono stati molti, perché contemporaneamente è stata chiusa anche Via Bolognese per il rifacimento dell’acquedotto, costringendo tutto il trasporto pubblico e privato a dividersi tra la Via Faentina, anch’essa in più punti interrotta da tratti a senso alternato per smottamenti, e l’autostrada. Ha destato quindi molta amarezza tra i pendolari scoprire che, al termine della chiusura per lavori, il rallentamento tra Borgo San Lorenzo e San Piero a Sieve permane, e ancora non è stato chiarito se sono necessari ulteriori lavori per ripristinare la piena funzionalità della tratta. Altrettanta amarezza ha destato tra i pendolari della tratta Marradi-Faenza scoprire che, dopo la terza estate di fila di chiusura della linea, alcuni passaggi a livello continuano a funzionare solo ogni tanto, causando oltre ai lunghi ritardi dei treni anche file interminabili sulla SR 302, percorsa non solo dagli abitanti della Valle dei Lamone ma anche, preme sottolinearlo, dai mezzi di soccorso che devono raggiungere il più vicino ospedale (Faenza).
IL TRASPORTO PUBBLICO DURANTE LE EMERGENZE IDROGEOLOGICHE:
A questo riguardo, le recenti frane, che hanno quasi isolato il Mugello, ci hanno mostrato come la ferrovia e le linee di autobus in sinergia siano essenziali per poter mantenere i collegamenti durante i disastri naturali: mentre la ferrovia ha riportato danni tra San Piero a Sieve e Borgo San Lorenzo, la strada si è interrotta all’altezza di Vaglia, rendendo la ferrovia indispensabile per collegare Vaglia e Campomigliaio a Firenze. Questo ha mostrato come treni e autobus debbano essere gestiti il più possibile in maniera combinata, garantendo agli utenti di utilizzare con un solo abbonamento gli uni e gli altri, informando prontamente i cittadini di questa possibilità, e studiando percorsi che minimizzino i disagi. I trasporti devono essere gestiti in un’ottica di vero servizio pubblico, andando oltre alla logica meramente aziendale derivata dalla loro privatizzazione.
LE NOSTRE PROPOSTE:
L’associazione Ecolò e Anima Marradi credono che sia prioritario che RFI riporti quanto prima la linea alla sua piena funzionalità, e che comunichi un calendario chiaro per il ripristino. Nel medio periodo, occorre un confronto serio tra Trenitalia, Regione, Comuni interessati e cittadinanza per decidere come sfruttare a pieno le potenzialità del nuovo sistema di segnalazione: valutare in quali fasce orarie aumentare la frequenza, come modificare gli orari; e considerare la possibilità di treni che effettuino tutta la linea da Pontassieve a Borgo San Lorenzo e poi da Borgo San Lorenzo tramite la Faentina a Firenze senza soluzione di continuità, in modo da consentire un collegamento che comprenda tutto il Mugello e la Valdisieve. Altrettanto dicasi per la linea Firenze-Borgo San Lorenzo-Faenza, che deve tornare a essere considerata un corpo unico.
Inoltre, sarà fondamentale studiare delle riduzioni sui costi degli abbonamenti, quantomeno per alcune categorie come gli studenti e per gli abbonamenti combinati tra treno e trasporto pubblico. Sul tavolo di discussione deve essere incluso anche il tema delle corse serali nel weekend, pensate per garantire un servizio pubblico a tanti ragazzi e ragazze che altrimenti devono spostarsi in auto o in motorino, con tutte le conseguenze del caso.
E I POSSIBILI SCENARI FUTURI PER E DA FIRENZE:
Nei prossimi anni, poi, ci saranno grandi novità nel sistema ferroviario e di trasporto pubblico fiorentino che coinvolgeranno anche queste due linee, con nuovi importanti opportunità.
Innanzitutto, è stata approvato il progetto della linea 3.2.2 della tramvia che a Firenze collegherà Coverciano, Campo di Marte e Le Cure a Piazza della libertà, e da lì al resto della città. La tramvia passerà sotto piazza delle Cure, a poca distanza dalla Faentina: garantire un collegamento intermodale diretto consentirà a molti di raggiungere più rapidamente la loro destinazione, e aumentarne l’utilizzo. Inoltre, è in costruzione la nuova stazione sotterranea AV a Firenze, dotata della stazione in superficie “Circondaria”. L’AV passerà su due nuovi binari tra Campo di Marte e Rifredi, e questo libererà nuovo spazio per i treni di superficie. Ecolò propone da sempre un treno metropolitano che colleghi rapidamente le diverse parti della città, attraversandola sul fascio di binari che da Rovezzano arriva a Rifredi attraverso Campo di Marte e Statuto, passando anche per la nuova stazione Circondaria.
Potrebbe essere valutato di far passare attraverso questi binari anche i treni che provengono dalla Faentina attraverso Le Cure-San Marco Vecchio, o dalla Valdisieve attraverso Pontassieve. In questo modo, chi vuole recarsi in centro, Campo di Marte, Careggi o Scandicci potrebbe scendere alle Cure o Statuto e prendere direttamente la tramvia per arrivare a destinazione, mentre chi volesse prendere l’alta velocità o raggiungere la parte nord della città potrebbe proseguire attraverso le successive stazioni: Rifredi, e da lì Castello, fino a Prato; oppure la futura fermata Aeroporto, verso Le Piagge fino a Empoli. In un’idea di integrazione della Faentina in un vero servizio ferroviario metropolitano.
Questo approccio multimodale renderebbe conveniente l’utilizzo della ferrovia e quindi giustificherebbe ulteriori investimenti futuri, ad esempio l’elettrificazione e il raddoppio di almeno tutti i tratti in pianura che non presentino particolari difficoltà ingegneristiche: sono le gallerie, particolarmente basse, la parte più complessa per il raddoppio e la posa di una catenaria, giustificando anche la recente sostituzione dei vecchi treni sulle due linee con i nuovi treni ibridi, che sono già oggi in grado di percorrere tratti elettrificati.
É però fondamentale che l’elettrificazione di tratti che consenta la riduzione delle emissioni dei mezzi non implichi un’interruzione del servizio a Borgo San Lorenzo. La soluzione non può essere quella in cui treni elettrici viaggiano a sud dell’Appennino e treni a gasolio nel tratto a nord di Borgo. In questo senso, con l’aumentata capacità della rete sarebbe fondamentale introdurre treni regionali veloci che vadano da Firenze a Faenza, e possibilimente Ravenna. effettuando solo le fermate principali, così come avviene in direzione di Pisa, Siena e Roma.
Per quanto riguarda la fruibilità del servizio è importante ricordare che solo i viaggiatori da Fiesole hanno accesso ai vantaggi dell’abbonamento integrato agevolato (solo Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Firenze, Lastra a Signa, Scandicci, Sesto Fiorentino e Signa sono i comuni della città metropolitana coinvolti). Per gli altri comuni l’appartenenza alla città metropolitana non risolve il problema del costo elevato. In questo Regione e soprattutto Citta Metropolitana di Firenze dovrebbero cercare di dare risposte adeguate ai pendolari Mugellani e della Valdisieve.
E I POSSIBILI SCENARI FUTURI PER E DA FAENZA:
Il tratto verso Faenza, che può proseguire per Ravenna/Rimini, ha la possibilità, se potenziato e mantenuto efficiente, di svolgere un ruolo importante nel mantenere viva la valle del Lamone e nel garantire un’alternativa alla linea AV a rischio saturazione tra Firenze e Bologna, così da favorire il trasporto su treni regionali tra Firenze e la Romagna.
Le Ferrovie Faentina e Valdisieve sono quindi infrastrutture indispensabili per mantenere connessi questi territori al loro interno, con Firenze e anche con la Romagna, e la loro cura e potenziamento dovrà essere una priorità per la Regione Toscana nei prossimi anni.
E I POSSIBILI SCENARI FUTURI PER E DALLA PIANA PRATESE:
Infine potrebbe essere valutata la possibilità di espandere la linea ferroviaria del Mugello. Da Borgo S. Lorenzo la linea potrebbe staccarsi verso ovest raggiungendo Barberino e poi agganciandosi tramite galleria alla linea direttissima Firenze-Bologna fra Vaiano e Vernio. Ovviamente bisognerebbe valutare attentamente quali sarebbero i costi ambientali ed economici di un potenziamento della rete che potrebbe essere rivoluzionario per il Mugello, agganciandolo a Prato e alla Piana direttamente dall’alta Valdisieve. La linea ferroviaria fra Vaiano e Vernio dista circa 7 km in linea d’area da Barberino. Un collegamento tramite galleria potrebbe tradursi in tempi di percorrenza fra Prato e il Mugello inferiori a 20 minuti.
Foto 3: la stazione di Marradi inattiva per mesi (Agosto 2025)

Fonte: Ecolò
Foto di copertina: Paolo Brocchetti