Gli altri vi promettono la Luna. Noi vogliamo lasciarvi la Terra!

Come punto fondante nel programma della coalizione, a supporto della riconferma di Lorenzo Falchi Sindaco, abbiamo chiesto e ottenuto l’obiettivo di riduzione delle emissioni climalteranti del 30% entro il 2026, fine della prossima legislatura. Abbiamo chiesto anche che tale obiettivo sia sostenuto da un processo di contabilizzazione, monitoraggio e iniziative di riduzione garantito da una commissione scientifica esterna indipendente.

MA COSA SIGNIFICA TUTTO QUESTO IN CONCRETO? E COME MAI CI TENIAMO COSÌ TANTO?

Emissioni climalteranti. Cosa sono?

Sono tutte quelle emissioni di gas che hanno un effetto sul cambiamento climatico e che provocano il riscaldamento globale. Sono chiamati anche “gas a effetto serra”, perché la loro maggiore concentrazione in atmosfera amplifica questo effetto e rende la temperatura media del Pianeta Terra sempre maggiore, con impatti a medio-lungo termine fortemente critici, in parte già evidenti oggi. Il gas principale è l’anidride carbonica (CO2), ma sono climalteranti anche il metano, il protossido di azoto e i gas fluorurati.

Emissioni climalteranti. Quante sono?

Le emissioni di cui sopra sono cresciute in maniera esponenziale negli ultimi 70 anni, a causa della attività umane, portando la concentrazione di CO2 in atmosfera oltre le 414 parti per milione. Per i non addetti ai lavori il numero di per sé dice poco, ma siamo già oltre la soglia considerata di sicurezza dagli scienziati del clima. Per questo motivo è urgente e necessario agire presto per invertire la rotta e ridurre fortemente le nostre emissioni attraverso una vera transizione ecologica.

È tutto molto complesso (e connesso)

Agire per contrastare i cambiamenti climatici e per una transizione giusta è complesso da fare e da monitorare. Ci sono tanti indicatori compositi che possono essere utilizzati (e lo faremo!). Utilizzare il dato sulle emissioni di CO2 equivalenti (che sommano alla CO2 anche tutti gli altri gas a effetto serra) è una semplificazione che ha dei limiti, ma pensiamo sia oggi il modo più efficace che un’amministrazione ha a disposizione. Ridurre la CO2 poi non ha solo l’effetto di contribuire a frenare il riscaldamento globale, una riduzione della CO2 emessa comporta il miglioramento anche di altri aspetti ambientali e, se bene gestita, anche sociali ed economici (come, ad esempio, meno morti sulle strade con una mobilità dolce o la creazione di posti di lavoro con tecnologie green)

Responsabilità e impegni globali.

Il problema del cambiamento climatico ha una portata globale con effetti su tutto il Pianeta. Le cause che lo stanno determinando invece non sono ugualmente distribuite e, sebbene la percentuale delle emissioni derivanti dal nostro continente sia ridotta (6,4%) rispetto a paesi come la Cina (27%) o gli Stati Uniti (11%), le nostre emissioni pro-capite sono nelle posizioni più alte della classifica mondiale – senza considerare poi che molto del gas serra emesso nel sud del mondo serve per produrre beni che consumiamo dalle nostre parti. Ad ogni modo, il problema è grande e investe tutti e se non c’è impegno e condivisione da parte di ognuno non c’è possibilità di soluzione. È per questo che abbiamo scelto l’obiettivo del 30% al 2026, in linea con gli ultimi target europei (-55% al 2030). Anche Sesto e i Sestesi possono fare la loro parte.

Il ruolo delle città e di Sesto Fiorentino

In Italia 7 persone su 10 vivono in città. È qui che si produce la maggior parte delle emissioni climalteranti, derivanti in diversa misura dal consumo di energia delle nostre case e uffici (circa il 20%), da industrie e gestione dei rifiuti (circa il 48%), dall’agricoltura (circa il 7%) e dai trasporti (circa il 25%). Inoltre, nelle città si concentrano anche le attività commerciali e di consumo che, indirettamente, sono anch’esse collegate alla produzione di emissioni.

Inutile dire quindi che le città hanno un ruolo centrale e fondamentale, sia per agire nella riduzione di emissioni dirette (in particolare per trasporti e residenziale), che per coinvolgere la cittadinanza in comportamenti orientati a uno stile di vita a basso impatto. Una città come Sesto, dove insistono infrastrutture di trasporto e siti industriali importanti, dovrà essere in prima fila nella battaglia di riduzione delle emissioni climalteranti.

Dobbiamo farlo bene.

Realizzare un sistema di contabilizzazione, monitoraggio e indirizzo relativo alle emissioni di gas climalteranti per un contesto cittadino non è semplice. È importante farlo con gli strumenti giusti per evitare il rischio che le statistiche siano usate per far apparire virtuose situazioni e pratiche che in realtà non lo sono. Il rischio greenwashing è dietro l’angolo e l’ultima cosa che ci interessa è un’operazione di facciata.

È per questo che consideriamo fondamentale vi sia un soggetto terzo indipendente, scientificamente affidabile, con il ruolo di indirizzo e controllo, avviando così fin da subito le azioni necessarie. Perché 5 anni passano veloci e le azioni di riduzione vanno messe subito in campo.

Le nostre proposte per il clima (e non solo)

Da quanto visto fino a qui, emerge come sia importante intervenire anche a livello locale con proposte concrete che, attraverso l’obiettivo comune di ridurre le emissioni di gas climalteranti, puntino a rendere Sesto Fiorentino una città amica dell’ambiente e delle persone:

  • Interveniamo sulla mobilità, per ridurre il numero di auto circolanti. Attraverso il miglioramento del trasporto pubblico locale e sistemi di mobilità alternativa, a partire dalle biciclette .
  • Riduciamo il consumo di energia e aumentiamo la produzione da fonte rinnovabile. Con soluzioni per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici e favorire gli interventi privati con il Superbonus, realizzare la prima (di tante) comunità energetica, insieme ad un piano per l’installazione di 10 MW di fotovoltaico, a partire dalle superfici industriali (link intervista Giulio).
  • Miglioriamo la gestione dei rifiuti. Il percorso iniziato può e deve andare oltre, con l’obiettivo di arrivare ad una tariffazione puntuale che spinga verso una riduzione dei rifiuti stessi, il cui trattamento ha un forte impatto sulle emissioni.
  • Stop al consumo di suolo, Sesto città degli alberi. Non possiamo più permetterci di costruire e trasformare terreni in colate di cemento. Al contrario possiamo rendere ancora più verdi i terreni esistenti, piantando alberi e contribuendo all’assorbimento delle emissioni prodotte, oltre a mitigare gli effetti del caldo intenso che sempre più stiamo sperimentando (link al nostro articolo).

L’onda dell’impegno sulla comunità.

Raggiungere questo obiettivo sarà un risultato importante e, se ben accompagnato dal coinvolgimento della cittadinanza e da una corretta comunicazione, potrà far partire un’onda lunga di impegno su tutta la comunità, trasformando Sesto Fiorentino in un esempio di città unico per il contrasto al cambiamento climatico.

Elezioni sesto2021

Data di pubblicazione: 26 Agosto 2021

Autore: Redazione

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