Zona Leopolda: costruiamo il futuro, ma iniziamo dal presente

di Roberto Martino, Consigliere al Quartiere 1

In attesa di grandi trasformazioni, la zona circostante la Stazione Leopolda, aspetta interventi già previsti e che potrebbero essere realizzati in tempi rapidi. Interventi necessari per affrontare, fin da ora, problematiche sociali e di sicurezza che preoccupano la cittadinanza.

Sono tante e rilevanti, infatti, le trasformazioni urbanistiche previste per l’area Leopolda — la riqualificazione delle ex Officine Grandi Riparazioni (OGR), la nuova rete tramviaria, l’eventuale asse viario Pistoiese–Rosselli — sono destinate a cambiare radicalmente la mobilità e il tessuto urbano di questa parte di Firenze. Da Porta al Prato alla stazione Leopolda, lungo via Michelucci, via Bausi e piazza Bonsanti, fino all’asse di via Ponte alle Mosse e via Paisiello, si ridisegnerà una porzione significativa della città.

Il dibattito politico su quell’area oggi è giustamente centrato sull’ex OGR, trasformazione urbana attorno alla quale si giocherà anche la partita della partecipazione della cittadinanza.

Ma la zona Leopolda non è solo futuro: è anche il presente di chi oggi vive in queste aree e convive con una situazione difficile, soprattutto dopo il periodo pandemico. La presenza di aree di insicurezza e di episodi di microcriminalità persiste, nonostante le diverse misure messe in campo dall’amministrazione, che hanno migliorato in modo considerevole la zona delle Cascine.

È evidente che fenomeni di marginalità, così come episodi di microcriminalità, richiedano prima di tutto risposte sul piano sociale e sanitario, oltre a un adeguato presidio del territorio.

Anche l’urbanistica — di cui tanto si parla in questo periodo — ha un ruolo decisivo.

Il quartiere attende da tempo che l’area verde accanto a piazza Bonsanti venga restituita alla cittadinanza. Quel luogo, infatti, offre oggi riparo ad attività illecite, mentre il quartiere avrebbe urgente bisogno di nuovi spazi di socialità e di alberature capaci anche di contrastare il fenomeno delle isole di calore. Il Piano Operativo Comunale indica una direzione chiara, che condividiamo pienamente, prevedendo la realizzazione di uno spazio verde. Su quell’area grava però un fallimento e l’esproprio necessario è fermo da anni.

Scorcio area verde presso Piazza Bonsanti 

Una situazione analoga riguarda l’ex deposito Lazzi, all’angolo con via Paisiello, dove è prevista la creazione di un’area sportiva. Anche in questo caso, però, l’esproprio è bloccato da tempo.

A queste criticità si aggiungono altri nodi irrisolti. In primo luogo piazza Bonsanti, una “piazza non piazza”, che per tutta l’estate — e anche oltre — diventa una grande isola di calore ed è di fatto inaccessibile a interventi di riqualificazione, poiché il parcheggio sotterraneo non è mai stato collaudato dalla ditta appaltatrice.

Piazza Bonsanti

Poi c’è largo Leopolda, un’area verde soffocata dalla presenza di un lungo muro lungo via Ponte alle Mosse, che non svolge alcuna funzione se non quella di creare spazi vuoti in cui trovano posto disagio sociale, spaccio e consumo di sostanze, rendendo quello che potrebbe essere un bellissimo giardino un’area di passaggio abbandonata a se stessa.

Largo Leopolda

Quando pensiamo all’urbanistica, pensiamo anche a questo. Quando pensiamo alla Leopolda, non pensiamo solo al futuro, ma anche a ciò che è possibile fare oggi. Non possiamo rinviare quegli interventi diffusi e capillari che potrebbero accompagnare la transizione del quartiere da ciò che è oggi a ciò che vorremmo fosse domani.

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Tra gennaio ed aprile 2025, i consiglieri del Quartiere, Roberto Martino (Ecolò), Salvatore Gurrieri (Azione) e Francesco Cecchi (PD) hanno proposto tre mozioni, votate ed approvate in consiglio di Quartiere che richiedono interventi nell’area.

Firenze Urbanistica

Data di pubblicazione: 2 Aprile 2026

Autore: pbrunori

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